I tredici briganti

Bentrovati!

Cominciamo la settimana con una fiaba che arriva dalla Basilicata, regione splendida di paesaggi di mare e di montagna. Oggi niente principesse, ma un albero speciale e ben tredici briganti! Pare che in tempi antichi, infatti, tra i boschi della regione si nascondessero numerose bande di briganti: la gente si difendeva come poteva, e forse raccontar di loro era un modo per tenerli lontani.

La versione che racconto qui è ispirata al testo trascritto da Italo Calvino per le Fiabe italiane. Non so voi, ma io un albero come quello della fiaba lo vorrei davvero… soprattutto adesso!

Nel video qui sopra trovate l’inizio della fiaba: per sapere come va a finire, potete iscrivervi qui.

Buon ascolto,

Elisabetta

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E vissero felici e contenti… cosa significa, davvero?

Ci sono molti modi per concludere una fiaba: piccole filastrocche, qualche verso, formule rituali che variano a seconda della cultura di appartenenza. In italiano, il più comune, ai giorni nostri, è forse “E vissero felici e contenti”. A questo ritornello, e ai cartoni animati del povero Walt Disney, diamo la colpa quando le cose non vanno come secondo noi dovrebbero andare, e il più delle volte ci sfoghiamo dicendo: “Eh, la vita non è una fiaba! Nelle fiabe alla fine va tutto bene e non hanno più problemi, dopo il banchetto finale!” Sia detto per inciso, il banchetto finale spesso coincide con un matrimonio, ma di questo parleremo un’altra volta.

E invece… Invece, a ben guardare, anche il ritornello e vissero felici e contenti non vuol dire quello che in apparenza sembra evidente. Se esploriamo l’etimologia delle parole, scopriamo qualcosa di molto interessante.

Quindi, i protagonisti delle fiabe vivranno felici e contenti perché sono soddisfatti di come sono arrivati fino al banchetto finale, gioiscono di quello che hanno e per quello che hanno superato. Come dire: fino a qui, siamo arrivati. E domani, si vedrà.

Forse, bisognerebbe raccontarlo anche ai bambini: apprezzerebbero ancora di più le fiabe, anche se secondo me loro intuiscono il vero significato delle parole e non immaginano che “dopo la fine” non succederà mai più niente di difficile. Quelli, siamo noi adulti. E voi, che cosa ne pensate?

Intanto, vi auguro un fine settimana in cui possiate sentirvi felici e contenti. A lunedì, con una nuova tappa del nostro Giro d’Italia in venti e una fiaba.

Elisabetta

p.s.: ti piacciono le mie fiabe e vuoi sostenere il progetto? Ecco come puoi fare:

https://www.buymeacoffee.com/StorytellerEli

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Il maestro della Salamanca, seconda parte

Vi è piaciuta la prima parte della storia? Ecco qui la seconda: le rocambolesche avventure del nostro giovanotto continuano, e chissà come finiranno… Quando si ha a che fare con il Maestro della Salamanca, il pericolo è sempre in agguato!

Se siete curiosi di scoprire che cosa succede, non vi resta che iscrivervi qui e ascoltare questa seconda parte – e ringraziare Italo Calvino per aver restituito in maniera così frizzante questa fiaba della Terra d’Otranto: io mi sono divertita un sacco a raccontarla!

Buon divertimento, e arrivederci a lunedì 🙂

Elisabetta

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Il maestro della Salamanca

La fiaba di oggi arriva dalla Terra d’Otranto, una terra di antiche tradizioni e dalla storia affascinante. La versione che racconto è stata trascritta da Italo Calvino, ed è un piccolo gioiello. Però è una fiaba lunga, e quindi qui troverete solo la prima parte. E il resto? Arriverà domani!

Buon ascolto,

Elisabetta

p.s.: al link qui sopra trovate solo l’inizio, per ascoltare tutta la fiaba potete iscrivervi qui

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Dattero, bel dattero

Che bellezza, questa fiaba siciliana! Eterna gratitudine al dottor Giuseppe Pitrè, che girava in calesse a curare i malati e a cambio si faceva pagare a suon di fiabe. Davvero, se le faceva raccontare dalla vecchina di casa, e poi le trascriveva tornando a casa in calesse. Eterna gratitudine anche a Italo Calvino, che nelle sue Fiabe Italiane ce ne restituisce una versione frizzante e ricca d’incanto. Quante cose avrei da raccontare in proposito… Chissà, forse in un altro post, o in una serata attorno al fuoco, quando si potrà tornare a raccontare dal vivo. Per ora, vi lascio con la fiaba di Ninetta e Dattero, bel dattero… Qui c’è solo l’inizio, per sapere come va a finire dovete iscrivervi qui 🙂

Buon ascolto!

Elisabetta

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Angiolella e la fortuna

La fiaba di oggi arriva dalla Calabria e racconta di una ragazza coraggiosa, che riesce a ribaltare la sorte che un destino avverso le ha affibbiato. In fondo, la fortuna è fatta di coraggio, fiducia, e un pizzico di incoscienza nel buttarsi in un’avventura anche se non vediamo chiaro come finirà. Siete d’accordo? Intanto, buon ascolto!

Elisabetta

p.s.: questo è solo l’inizio, se volete sapere come andrà a finire iscrivetevi qui

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Iniziamo con dolcezza: La bambola di pan dolce

Eccomi di ritorno con una nuova serie di fiabe che ci porteranno a scoprire il ricco e affascinante patrimonio delle regioni italiane. Iniziamo l’anno con dolcezza, facendoci accompagnare da una fiaba che arriva dalla Sardegna. Ne esistono varie versioni, e io ho scelto questa. Si intitola “La bambola di pan dolce”, la conoscete? Qui trovate l’inizio, e se volete sapere come va a finire iscrivetevi qui

Buon ascolto,

Elisabetta

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I tesori del nanetto

Ecco l’ultima fiaba del 2020… Speriamo davvero che ci aspetti un anno migliore!

Buon ascolto,

Elisabetta

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L’orologio a cucù

C’era una volta un cuoco… Questa volta la fiaba ci porta in Francia, a mangiare in un ottimo ristorante. Che cosa succederà? Ascoltate, e lo scoprirete. Buon divertimento!

Elisabetta

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Il Re del Sole

Dopo qualche giorno di pausa, eccomi di ritorno con altre storie! Stasera vi racconto una fiaba polacca, spero vi piacerà. Buon ascolto,

Elisabetta

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La leggenda dell’albero di Natale

La leggenda dell’albero di Natale – Elisabetta Orlandi

Eccoci finalmente arrivati alla vigilia di Natale, accompagnati dalle fiabe e leggende che ho raccontato per attraversare assieme il freddo dell’inverno. Oggi tocca a una leggenda che arriva dalla Germania, spero vi piacerà!

Vi faccio anche tanti cari auguri di un sereno Natale, il più sereno possibile. Mi prendo qualche giorno di riposo, ma tornerò prestissimo con altre fiabe. A presto!

Elisabetta

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Un nonno, un nipotino e il presepe

Che cosa accadde la notte di Natale del 1323? Fu proprio allora che il poverello di Assisi immaginò di ricostruire la prima natività: ebbe sicuramente l’aiuto di un amico speciale, e io ho cercato di immaginare come andò. Ve lo racconto qui…

Buon ascolto,

Elisabetta

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La leggenda della Rosa di Natale

Elleboro: un nome magico per un fiore meraviglioso, che sfida il freddo dell’inverno per fiorire a Natale. Conoscete la sua leggenda? Io me ne sono innamorata! Ve la racconto al link qui sopra, buon ascolto!

Elisabetta

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La fidanzata del Troll

Questa fiaba esiste tante versioni in tutto il Nord Europa: Scozia, Finlandia, Norvegia… Nella versione norvegese che vi racconto, ci sono due sorelle che un giorno… Ah, no! Non vi dico altro, se non che è proprio una bella storia!

Buon ascolto,

Elisabetta

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Principesse

Scommetto che vi chiederete perché ho scelto la foto di una pecora per illustrare questa fiaba scozzese. Vi assicuro che lo scoprirete in fretta!

Buon ascolto,

Elisabetta

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Lo scalpellino

La fiaba di oggi arriva da Giappone, ma esistono versioni simili in molte altre culture. Si sa, le fiabe viaggiano… in orizzontale e in verticale! Che cosa significhi questo, lo scopriremo un’altra volta. Per ora, godiamoci il racconto!

Buon ascolto,

Elisabetta

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Il buon monsieur Biron

Sapete dov’è la Guascogna? Ebbene, la fiaba di oggi arriva proprio da lì. A me piace un sacco! Buon ascolto,

Elisabetta

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L’uomo sfortunato

C’era una volta un uomo davvero sfortunato… o no? La fiaba di oggi è davvero interessante, secondo me. Arriva dalla lontana Armenia, ma di sicuro tutti conosciamo qualcuno che assomiglia al protagonista.

Buon ascolto,

Elisabetta

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Lo Zar e il contadino

Illustration for “The Tale of Tsar Saltan” by Ivan Bilibin

Con la fiaba di oggi facciamo un salto nello spazio e nel tempo e arriviamo nella Russia degli Zar. A proposito, sapete che cosa significa e da dove deriva questa parola? Significa «re, imperatore», e ha una storia molto interessante. In origine, è un adattamento del bulgaro «car», poi ripreso dal russo «car′» e dallo slavo antico «cĭsarĭ»: in tutte queste lingue, la parola deriva, come il gotico «kaisar» (da cui il tedesco «Kaiser»), dal latino «Caesar», cioè «Cesare».

Dopo questa premessa etimologica, passiamo alla fiaba 🙂 C’è uno zar, c’è un contadino e ci sono ben tre sacchi di monete d’oro. A chi toccheranno?

Buon ascolto,

Elisabetta

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I tre amici

La fiaba di oggi è presente in molte versioni, in tutta Europa. Stasera vi racconto quella che si narrava in Piemonte più di cent’anni fa. Parla di tre giovanotti che… Ma non voglio anticiparvi nulla! Invece, vi auguro buon ascolto.

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